martedì 29 maggio 2012

Di ritorno da Francoforte, conferenza stampa e presidio davanti alla Deutsche Bank


La nostra vita non è il debito di una banca. Stop EU-sterity!


Venerdì 25 maggio alle ore 12, dalla sede di Parma della Deutsche Bank, in via Repubblica 80, gli attivisti parmigiani che hanno partecipato alle mobilitazioni europee svolte dal 16 al 19 maggio, hanno rilanciato i discorsi emersi da BlockocupyFrankfurt anche a livello territoriale, raccontando la dinamica delle giornate, i meccanismi repressivi messi in atto dal governo e dalla polizia tedesca e la potenza emersa da un'Europa costituente, quella delle lotte comuni e della rivendicazione di diritti sociali.

Dopo pochi minuti dall'arrivo della stampa e degli attivisti di Art Lab e della Casa Cantoniera, la sede della banca tedesca ha chiuso le porte, proibendo l'ingresso anche ai clienti in attesa. Durante il presidio sono stati attaccati adesivi raffiguranti il daspo che la polizia tedesca ha consegnato agli attivisti dopo lo stato di fermo, con una mappa di Francoforte il cui centro finanziario è stato delimitato da un confine che lo trasformava in un'unica "zona rossa", ampia e mutevole, quasi cucita sulla pelle dei manifestanti. Meccanismi restrittivi, arbitrari e ingiustificati, che hanno ben espresso la paura del governo tedesco nei confronti di un movimento che sta delineando linee comuni di lotta contro l'austerità e la precarizzazione della vita all'interno dello scenario europeo. E perchè no, anche nei nostri confini nazionali, cercando di costruire una coalizione sociale, ampia, partecipata e orizzontale, che incida contro il DDL Fornero e che costruisca mobilitazioni contro la sua prossima approvazione in Parlamento.

Il volantino distribuito:
Francoforte, città simbolo degli interessi della finanza, è sede della BCE, della borsa tedesca e di 248 banche, per la metà rappresentanze di istituti di credito stranieri. E' proprio lì, nella capitale delle banche e della finanza europea, in cui vengono decise le politiche monetarie per 330 milioni di cittadini dell’UE, che i movimenti europei, hanno affermato la necessità di costruire un'altra Europa. L'Europa che si oppone ai diktat della finanza e alla trasformazione della vita in terreno da saccheggiare. Un’Europa sociale, capace di garantire diritti e reddito.
Per contrastare le mobilitazioni di BlockocupyFrankfurt, il governo tedesco si è preso la responsabilità di costruire una vera e propria militarizzazione della città, caratterizzata da continui e ingiustificati divieti alla libertà di manifestazione. Tutti i partecipanti sono stati vittime di perquisizioni, identificazioni, fotosegnalamenti, intimidazioni, e molti di loro, tra cui 10 studenti parmigiani, hanno subito uno stato di fermo preventivo durato circa 7 ore, nonostante non ci fosse stata alcuna accusa a loro carico.
Di ritorno da Francoforte possiamo, però, dire con soddisfazione che, nonostante tutte le difficoltà incontrate, i manifestanti hanno espresso la capacità di sovvertire i divieti, le assemblee hanno parlato il linguaggio della coalizione, e in tanti e diversi hanno intrapreso la strada che porta alla costruzione di un'alternativa.

Gli attivisti e le attiviste di Art Lab Occupato e Casa Cantoniera Autogestita di ritorno da BlockocupyFrankfurt

sabato 19 maggio 2012

Parma - Presidio in Prefettura: liberi tutt@!


Dieci attivisti di Parma tra i 77 italiani della rete RiseUp in stato di fermo a Francoforte

Dal 16 al 19 maggio attivisti dei movimenti di tutta Europa, tra cui una vasta delegazione italiana, si sono dati appuntamento in Germania all'interno delle iniziative Blockocupy Francoforte.
Le giornate d'azione nella capitale finanziaria europea si articolano in blocchi, manifestazioni ed incontri per dare voce all'Europa dei diritti contro le politiche di austerity.
Oggi, 17 maggio, dieci studenti di Parma, attivisti tra 19 e i 27 anni della Casa Cantoniera Autogestita e di Art Lab, sono tra i 77 italiani della rete RiseUp in stato di fermo a Francoforte. L’assurdità dei fermi è che siano avvenuti senza che vi fosse alcuna situazione di tensione. Sono stati fermati e perquisiti mentre sostavano davanti all’università, dove si era appena svolta un’assemblea. Dall’università erano in procinto di partire in corteo pacifico in direzione  PaulPlatz quando la polizia, senza una ragione tutt’ora chiara, li ha accerchiati. A seguito dell’identificazione, avvenuta senza alcuna resistenza, sono stati messi in stato di fermo. Ad ora non si hanno notizie circa dove siano stati condotti. I rilasci sono previsti tra le 24 di oggi e lunedì mattina. A chi è stato rilasciato subito dopo l’identificazione, è stato consegnato un foglio con una diffida: fino a domenica dovranno stare a minimo cinque chilometri di distanza dalla zona rossa al cui interno si trova la sede centrale della Bce, la borsa e la sede della banca centrale tedesca.
Denunciamo l’assoluta mancanza di democrazia in un contesto pacifico e di respiro europeo. Quanto avvenuto dimostra la volontà di sedare il profilo politico della contestazione nel tentativo di appiattirla su una questione di ordine pubblico nonostante, come detto, non ci fosse nessuna situazione di pericolo.
La manifestazione, che ha visto confluire a Francoforte gente proveniente da tutta Europa, vuole porre sotto i riflettori la delegittimazione dal basso delle politiche di austerity e dei diktat finanziari di cui la BCE è un punto nevralgico.
Ritenendo di essere in un contesto democratico esigiamo notizie precise circa l’ubicazione dei fermati e le accuse che gravano a loro carico. Chiediamo a gran voce il loro immediato rilascio e che sia data loro la possibilità di partecipare alle iniziative di contestazione e mobilitazione previste per i prossimi giorni.
Per queste ragioni oggi, alle ore 18.30, abbiamo indetto un presidio davanti alla Prefettura di Parma, cui hanno preso parte una cinquantina di persone, chiedendo di essere ricevuti dalle autorità competenti. Una delegazione ha incontrato il viceprefetto, che ha dichiarato il suo impegno, in collaborazione con le altre prefetture, a capire la condizione giuridica dei/lle fermati/e e a darne comunicazione. Tanta la solidarietà espressa da diverse realtà cittadine presenti al presidio, dalla Rete diritti in casa ai Federazione dei Verdi di Parma, dalla Fiom alla Cgil che vogliamo, dall'USB a Parma Bene Comune.
Contro l’Europa dei divieti e dell’austerità, Per un’Europa dei diritti e del reddito!
Art Lab Occupato
Casa Cantoniera Autogestita

martedì 24 aprile 2012

Un anno di Art Lab!


Comunicato stampa per l'apertura di un tavolo di confronto con l'Università e le istituzioni


Ad un anno di distanza dall'ingresso nello stabile di Borgo Tanzi, prendono forma le idee dei  tanti ragazzi che il 6 maggio 2011 hanno deciso di aprire uno spazio di democrazia all'interno del quartiere Oltretorrente, fatto di socialità, welfare dal basso e cooperazione tra persone.
Domenica 22 Aprile, ArtLab ha festeggiato il suo primo compleanno invitando la cittadinanza e le istituzioni ad una giornata nella quale lo spazio ha raccontato se stesso attraverso l'allestimento di una mostra fotografica e di videoproiezioni realizzate dal progetto comunicativo "Zeta" e un aperitivo offerto dalla Scuola d'italiano per migranti. La giornata si è conclusa con un partecipato dibattito pubblico incentrato sul futuro di ArtLab e sulle esperienze di cooperazione sociale nate nel primo anno di lavoro, che ha ospitato le istituzioni locali e nazionali, oltre a docenti dell'Ateneo di Parma. Le relatrici, Marcella Saccani (Assessore provinciale per le politiche sociali), Albertina Soliani (Senatrice della Repubblica), Gabriella Meo (Consigliere della Regione Emilia-Romagna) e Carmen Motta (Deputato della Repubblica), durante il dibattito hanno  evidenziato il valore della progettualità di ArtLab nella costruzione di un tessuto sociale coeso, originale e solidale. Le ospiti hanno, inoltre, condiviso con i presenti la preoccupazione nei confronti della situazione di incomunicabilità esistente tra l’Università e l'associazione "Generazioni Precarie", promotrice dei progetti che hanno preso forma dentro ArtLab. Nonostante l’associazione sia regolarmente accreditata presso i registri della Provincia e dell'Università, e nonostante  si sia fatta promotrice di diverse attività, nate dalla collaborazione tra studenti e docenti dell’Ateneo, l'istituzione universitaria, ad oggi, si sottrae al confronto e al dialogo più volte richiesto. Quest'ultima, rifiutando l'apertura di un tavolo di confronto, rischia di svilire l‘esperienza di Art Lab, preferendo rivolgere l'attenzione sulla semplicistica e riduttiva dicotomia legalità/illegalità.
È però innegabile, agli occhi della cittadinanza, che lo stabile di Borgo Tanzi,  dopo un lungo periodo di dismissione e degrado, sia divenuto a tutti gli effetti un bene comune per il quartiere, per gli studenti e per tutta la città. In un solo anno è stato concretizzato un progetto di riqualificazione dell’immobile, i cui ingenti costi sono stati sostenuti dagli stessi membri dell'associazione e dalla solidarietà del quartiere. Attraverso la virtuosa pratica dell’autorecupero sono state realizzate diverse sale polivalenti, una redazione con connessione internet e computer ed un'aula didattica.  Questo ci ha permesso di sviluppare numerosi progetti al servizio della cittadinanza tra i quali il progetto comunicativo Zeta che si articola attraverso un periodico cartaceo, un giornale online, una redazione video ed una web radio; una scuola d’italiano per migranti, divisa in tre corsi per un totale di nove lezioni alla settimana e sessanta studenti; unasquadra di calcio a 11 antirazzista "La Paz!", iscritta al campionato amatoriale della UISP, in collaborazione con l'associazione "Senza Frontiere", e in ultimo, il progetto di autoformazione “Biopotere e dispositivi di controllo dei corpi”, articolato all'interno della Facoltà di Lettere dell'Ateneo, che vede la partecipazione di numerosi docenti universitari e collaboratori da tutta Italia, arricchito da una rassegna culturale dal titolo "Out of control" che si svolge nello stabile di Borgo Tanzi.
In questi mesi abbiamo presentato al quartiere ed alla città decine di iniziative e di incontri sempre in forma gratuita:  dibattiti, concerti, proiezioni, spettacoli teatrali, mostre fotografiche, performance artistiche, esposizioni pittoriche e video artistiche, presentazioni di libri, grigliate, aperitivi e momenti di socialità.
L'esperienza di ArtLab, per quello che produce e per come lo produce, ponendo sempre al centro la democrazia diretta e le esigenze reali delle persone, rappresenta un laboratorio cittadino aperto e includente.
Oggi chiediamo alla cittadinanza sostegno e partecipazione, e alle istituzioni politiche e all'Università il riconoscimento di un percorso virtuoso attraverso l'apertura di un tavolo di trattativa che possa garantire continuità e sicurezza ai progetti realizzati fino ad ora e a tutti gli altri in cantiere.

Le studentesse e gli studenti di Art Lab
Associazione Generazioni Precarie
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Rassegna stampa. Fonte: Parmanews24.com

lunedì 16 aprile 2012

Ai confini del welfare: dibattito pubblico sulla cooperazione sociale ai tempi della crisi e dei tagli


Domenica 22 aprile dalle ore 17 alle ore 23. Inizio dibattito ore 18
Iniziativa promossa da APS Generazioni Precarie
c/o ART LAB  Borgo Tanzi 26
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Il welfare, il lavoro relazionale, i servizi, la cooperazione tra cittadini, la multiculturalità, il protagonismo femminile e giovanile, nel contesto di un tessuto urbano violentato dalla crisi, dai tagli alla spesa pubblica, dall’assenza di certezze per il futuro.
Quali possibili azioni possono e devono essere messe in atto dalle istituzioni pubbliche per favorire la crescita e lo sviluppo di una cittadinanza consapevole dei propri diritti e fautrice delle proprie necessità, in modo attivo e dinamico?
Ne parleremo a partire dal progetto Art Lab, inteso come un esempio concreto di laboratorio cittadino aperto e includente.
L'esperienza dei giovani di Art Lab, impegnati nella costruzione di molteplici servizi rivolti alla cittadinanza e in particolar modo ai cittadini migranti, ci offre un esempio materiale di come sia possibile lo sviluppo di collaborazione e di processi cooperativi che si instaurano a partire dalle relazioni quotidiane tra tanti e diversi.
E' passato un anno da quando in tanti, giovani ed universitari, abbiamo deciso di metterci in gioco, in prima persona, per elaborare un progetto ambizioso, difficile ma così tanto utile alla collettività. Nel corso dei mesi si è palesata la forte esigenza, da parte delle persone che hanno attraversato lo spazio, di costruire una comunità di mutuo soccorso capace di invertire la rotta dettata dal momento di crisi che attraversa il nostro paese, spingendo noi tutti ad un'esasperata individualizzazione, fatta di paura, precarietà, ricatti, isolamento e solitudine.
Attraverso un dibattito, aperto alla città e a tutta la comunità che gravita attorno all'esperienza di Art Lab, abbiamo la possibilità di tracciare linee di fuga dalla crisi, dai tagli al welfare pubblico e dall’assenza di certezze per il futuro.

La discussione sarà arricchita dalla presentazione dei progetti nati all'interno di Art Lab:
- la scuola d'italiano per migranti, promossa da studentesse dell’università di Parma, in collaborazione con l’associazione Perché no?, divisa in due livelli di apprendimento con corsi mattutini e serali che, grazie all'impegno di insegnanti volontari, offre la possibilità di apprendere la lingua italiana a più di sessanta studenti provenienti da tutto il mondo;
- la squadra di calcio antirazzista “La Paz!” che da due anni, attraverso lo sport, promuove la conoscenza tra lingue e culture differenti, con la presenza di giovani richiedenti asilo, rifugiati politici e studenti universitari italiani, in collaborazione con la Uisp e le associazioni Ya Basta! e Senza Frontiere.
Sono inoltre in corso di realizzazione alcuni progetti riguardanti la comunicazione via web e l’editoria, attraverso la redazione di un giornale on-line e di un periodico cartaceo, oltre che una web radio.
La notevole spinta culturale prodotta dall’interazione tra gli studenti e il corpo docente universitario ha fatto sì che si realizzasse, tramite l'associazione di promozione sociale “Generazioni Precarie”, un ciclo di seminari, tutt’ora in corso, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Parma, dal titolo “Il biopotere e dispositivi di controllo dei corpi”. Contemporaneamente al ciclo seminariale, all’interno di Art Lab è stata creata una rassega culturale ed artistica, dal titolo “Out of control”, dove attraverso diverse discipline artistiche, come la fotografia, il reading letterario, il fumetto ed il teatro, si dà seguito all'indagine sulle carceri materiali ed immateriali.
Tutto questo ed altro ancora è un anno di Art Lab, un atelier precario autogestito, come amiamo definirlo, un anno di lotte per i diritti di tutti e di tutte, per il sapere e la cultura.
Il 22 aprile invitiamo la cittadinanza, le associazioni e le istituzioni a rispondere insieme agli interrogativi che la crisi ci pone violentemente davanti agli occhi, per poter tracciare nuove mappe di libertà per il futuro di Art Lab e dei giovani che lo animano, per noi tutti.

Ne parliamo con:
-Albertina Soliani, Senatrice della Repubblica
-Carmen Motta, Deputata al Parlamento Italiano
-Gabriella Meo, Consigliere Regionale Emilia-Romagna
-Marcella Saccani, Assessore alle Politiche sociali della Provincia di Parma

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Durante la giornata saranno mostrati scatti fotografici e produzioni video sulle migrazioni e i diritti di cittadinanza

* Presentazione video/fotografica dei progetti di Art Lab
La scuola di italiano per migranti (un progetto dell'Aps Generazioni Precarie, in collaborazione con l'associazione Perché no?) e la squadra di calcio antirazzista La Paz! (un progetto dell'associazione Senza Frontiere e dell'associazione Ya Basta!).

* Proiezione della photogallery “I nuovi studenti italiani” di Ilaria Ghidini/ Ass. ''Le Giraffe'' .
Il reportage fotografico è stato girato a Reggia Emilia, una delle città con la più alta percentuale di cittadini stranieri, allo scopo di inchiestare attraverso l’obbiettivo, i progetti che coinvolgono i bambini migranti di seconda o terza generazione. Il lavoro mette in luce l’interazione che si instaura tra italiani di nascita e italiani di adozione. “Questo avviene in particolare con i più giovani e gli studenti, soprattutto in zone sensibili come il quartiere della stazione. Quest'ultimo, caratterizzato da numerose case popolari, ha visto negli ultimi anni un forte aumento di residenti di origine straniera. Qui la comunità cinese è la più numerosa, e molti sono i ragazzi cinesi che giocano per le strade con bambini africani o pakistani o sud-americani. Un'integrazione favorita anche da progetti promossi dal comune e da cooperative sociali, dove questi nuovi studenti italiani svolgono numerose attività dallo studio al gioco: lezioni di italiano, dopo-scuola con compiti e attività sportive e ricreative, costruzione in ludoteca e nella piazza principale del quartiere di giochi tradizionali italiani, arabi, africani, cinesi, e altro ancora. Immigrazione diventa così non solo una parola legata al dolore, ma anche allo scambio culturale e umano.”
 
* Proiezione del documentario ‘U stisso sangu – Storie più a sud di Tunisi, a cura di Nomadica.
'U stisso sangu non è un film, ma un racconto. Il racconto di come la parola “viaggio” si possa trasformare nel termine “speranza”, e di come la prospettiva di un mondo possa cambiare, a seconda che lo si guardi da una parte o dall’altra del Mediterraneo. “U stisso sangu” racconta il dramma dei migranti che arrivano sulle coste sud orientali della Sicilia, attraverso le loro parole, i loro sguardi, le loro storie. Dallo sbarco ai centri di accoglienza e identificazione, fino all’incertezza, alla paura e all’umiliazione, l’odissea  moderna parte dalla disperazione e dai sogni di uomini e donne, per scontrarsi con la burocrazia e, ancor più grave, con la cultura di un mondo che spesso pare dimenticare che abbiamo tutti “u stisso sangu”. Un essere vivente, una persona, si trasforma così in un “clandestino”: un possibile problema che ha bisogno di normative e di certificazioni, di accertamenti e perquisizioni che non lasciano solo l’inchiostro sulle dita, ma anche un profondo senso di umiliazione. Non c’è più lo stesso sangue, non esiste più la persona. 
Nomadica è un circuito autonomo per il cinema di ricerca, una struttura dalle molteplici progettualità proiettate verso nuove possibilità di produzione, sostegno e diffusione di autori e artisti che lavorano in modo autonomo. Nomadica è attivo oggi in Italia, Messico, Francia, Uruguay. Per un cinema povero, aperto, soggettivo!

sabato 25 febbraio 2012

Out of Control: una rassegna di produzioni culturali, libri, fumetti, video, fotografia e street art sulle carceri materiali e immateriali

Part#2 @ Art Lab Parma e Casa Cantoniera Autogestita

Parallelamente al seminario di autoformazione “Il biopotere e i dispositivi di controllo dei corpi” nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Parma, l’associazione Generazioni Precarie organizza una rassegna di eventi culturali e artistici che si svolgerà da marzo a maggio nello spazio autogestito Art Lab, in borgo Tanzi 26.
Le tematiche affrontate all’interno degli incontri seminariali (il carcere come paradigma della nostra società, la medicalizzazione della vita, il controllo dei flussi migratori e la detenzione dei corpi migranti, le forme di disciplinamento del corpo e della sessualità, il potere esercitato sulle vite precarie che sono state private dei diritti di cittadinanza), saranno approfondite e discusse attraverso altri tipi di linguaggi e spazi performativi, quali la scrittura, la fotografia, le immagini in movimento, il writing, il suono, la cucina. Forme di produzione collettiva di sapere e arte, spesso tralasciate e trascurate negli ambienti accademici classici, che riacquistano nuova dignità e centralità negli spazi sociali, luoghi da sempre inclini alle sperimentazioni e alla diffusione di una cultura di qualità, accessibile a tutte e tutti.


Il programma degli eventi:
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Domenica 4 marzo ore 18: Rassegna cinematografica part#1
1984, Regia di Michael Radford. 1984
Z - L'orgia del potere, Regia di Constantin Costa-Gavras. 1969
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Sabato 10 marzo ore 21:
 “Il sonno della ragione”
Proiezione del docufilmcon la presenza degli autori Silvia Bongiovanni, Fabio Gianotti (Kosmoki - Torino)Quale è stato il rapporto tra la ragione  e la follia nella storia? Come è stata rappresentata la follia nei diversi momenti storici? Come siamo arrivati ad aprire i manicomi?  Un viaggio visionario nella storia della follia dal Medioevo ad oggi tra simboli, allegorie, credenze popolari e avvenimenti reali.
A partire dal film è stato poi creato un webdocumentario sulla storia della follia. Una sorta di enciclopedia in video clip che narra la follia nei diversi periodi storici.
Il film e il webdocumentario sono stati prodotti  dall’associazione culturale KOSMOKI con il sostegno della Regione Piemonte  (Assessorato alla cultura – Direzione patrimonio culturale e linguistico-), il Piemonte Doc Film Fund(Film commission Torino Piemonte e Regione Piemonte). Con il patrocinio di: Comune di Torino, Comune di Collegno, Assessorato alla sanità della Regione Piemonte.
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Mercoledì 14 marzo ore 18.30:
Presentazione dell’ultimo libro di Franco Corleone:
“Il corpo e lo spazio della pena- Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie.”
di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi.(Ediesse Editore, 2011)
Presentazione del libro in compagnia di Franco Corleone, sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001, oggi  garante dei diritti dei detenuti del comune di Firenze e presidente della Società della ragione, e di Hassan Bassi,membro della cooperativa sociale Cigno Verde di Parma.
La vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell’ultimo ventennio ha fatto esplodere il problema del sovraffollamento penitenziario, e con esso quello della qualità della pena nel rispetto della dignità della persona detenuta. Tra timide riforme e occasionali provvedimenti deflattivi, la costruzione di nuove carceri e la saturazione di quelle esistenti continuano a dominare l’agenda politica.
La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo di interpretare la pena privativa della libertà. Chi si propone di riformare la pena non può rinunciare, quindi, a ripensare lo spazio penitenziario, almeno fino a quando il carcere resterà dominante nelle nostre culture e nelle nostre pratiche punitive.




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Venerdì 16 marzo ore 19:
"Il gambero nero. Ricette dal carcere"
Presentazione del libro di Michele Marziani*
(Prima edizione DeriveApprodi, 2005 - Riedizione Cibele,2010)
La discussione con l’autore sarà affiancata da degustazione delle ricette contenute nel libro presso la BiOsteria della Casa Cantoniera Autogestita in via Mantova 24.
Un libro fotografico e un ricettario per raccontare la vita quotidiana dei detenuti di un carcere piemontese. In un universo di privazione, anche e soprattutto dei sensi, come quello carcerario, il cibo diventa un momento in cui affermare i propri gusti e il proprio saper fare. Nel quotidiano di un detenuto, la preparazione del cibo, la sua condivisione e la continua reinvenzione di ricette diventano un modo per ricordare gli affetti, trasmettere agli altri una conoscenza pratica, condividere una frazione di piacere.
In qualità di operatori sociali, Davide Dutto e Michele Marziani hanno trascorso più di un anno nel carcere di Fossano. Hanno varcato le porte delle singole celle e hanno ascoltato, osservato e aiutato i detenuti intenti alla preparazione del loro cibo. Il risultato è un ricettario «galeotto» nel quale confluiscono piatti, sapori e metodi di preparazione provenienti da tutto il mondo. Perché internazionale è la composizione della popolazione oggi reclusa nelle carceri italiane. Oltre cento immagini straordinarie che hanno per tema la cucina. Le accompagnano didascalie che raccontano abitudini, rivelano aneddoti e curiosità, ricordano storia e provenienza dei personaggi ritratti in questo libro.
*Michele Marziani, giornalista, è esperto e appassionato di pesca sportiva. Tra le sue numerose pubblicazioni di cultura gastronomica: I sapori della terra di mezzo (Guido Tommasi, 2010), Lungo il Po (Guido Tommasi, 2008), Sovversivi del gusto (Nda, 2009), La signora del caviale (Cult, 2009).


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Sabato17 marzo ore 17:30
 “Alla Luce delle Prove - Il teatro nel carcere minorile di Bologna”
Presentazione del Photo Book del fotografo Alessandro Zanini e dibattito con l'autore.
(Bologna, Bononia University Press, 2009)

Il libro "Alla luce delle prove" è il racconto di un'esperienza di teatro, realizzata all'interno del carcere minorile di Bologna. Le immagini raccontano le fasi delle prove teatrali che portano alla costruzione dello spettacolo, durante le quali i ragazzi detenuti lavorano insieme a giovani attori esterni. Questo lavoro è il frutto di un progetto di lunga durata che è stato sviluppato nel corso di sei anni.




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Domenica 18marzo ore 18: Rassegna cinematografica sul carcere e la detenzione
- Animal Factory di Steve Buscemi, 2000
- Il Profeta di Jacques Audiard, 2009
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Sabato 24 marzo:
ACAB non è un film
Reading e dibattito con gli scrittori Luca Moretti e Cristiano Armati
- In morte di Gaetano Alimonda (lettura dal libro di Luca Moretti "Roma Violenta")
- Il taglio dello stomaco (lettura dal libro di Luca Moretti "Il senso del piombo")
- Contro la teoria delle mele marce (lettura dal libro di Luca Moretti, Toni Bruno e Cristiano Armati "Non mi uccise la morte")
- Il caso Aldrovandi (lettura dal libro di Cristiano Armati "Cuori Rossi")


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Domenica 1 aprile ore 18: Rassegna cinematografica sulla follia e la psichiatria
-Qualcuno volò sul Nido del cuculo di Milos Forman,1975
-Si può fare di Giulio Manfredonia, 2008.

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Mercoledì 4 aprile, ore 18.30: 
"Faceless" di Claudio Cricca (ed. Damiani, Bologna, 2007)
Presentazione del libro fotografico e dibattito con l'autore.
Faceless nasce da un lungo reportage sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari iniziato nel 1998 dal fotografo Claudio Cricca*. Scattare una foto è facile; scattare una foto in faccia ad una persona è difficile; scattare una foto in faccia ad una persona che soffre... è contro natura. Ho dovuto attraversare un processo di trasformazione interiore per poter controllare determinate emozioni. (…)
In questi istituti vige un regime carcerario laddove dovrebbe trattarsi di ospedali. I poliziotti sono più numerosi degli infermieri e il risultato è una struttura a metà tra il "manicomio" e la prigione: un mostro a due teste senza identità.
Sin dall’inizio del progetto, ho espressamente deciso di rendere i ricoverati pressoché irriconoscibili. Pertanto, ho elaborato forme con luci ed ombre, corpi e spazi, alla ricerca di immagini, emozioni e sensazioni il più possibile forti, incisive, che potessero restituire il clima all’interno degli istituti anche senza il supporto dei volti dei ricoverati.
Per tutte le ragioni esposte mi sono impegnato in questi anni a documentare la realtà interna degli OPG, visitando tutti e cinque gli istituti esistenti in Italia che dipendono dal Ministero della Giustizia.
Per le stesse motivazioni ho intitolato il progetto: Faceless, senza volto.

* Claudio Cricca è un fotoreporter i cui lavori sono stati pubblicati da diverse riviste internazionali: il New York Times, National Geographic Italia, Le Monde2 e tante altre.
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Domenica 15 aprile ore 18: Rassegna cinematografica sulle migrazioni
-Terraferma di Emanuele Crialese, 2011
-L’orchestra di Piazza Vittorio, documentario musicale di Agostino Ferrente, 2006

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Domenica 22 aprile dalle ore 17:30
Scatti fotografici e produzioni video sulle migrazioni e i diritti di cittadinanza
- Presentazione fotografica e video della scuola di italiano per migranti di Art Lab e della squadra di calcio antirazzista La Paz!
- Proiezione della photogallery “I nuovi studenti italiani” di Ilaria Ghidini/ Ass. ''Le Giraffe'' .
Il reportage fotografico è stato girato a Reggia Emilia, una delle città con la più alta percentuale di cittadini stranieri, allo scopo di inchiestare attraverso l’obbiettivo, i progetti che coinvolgono i bambini migranti di seconda o terza generazione. Il lavoro mette in luce l’interazione che si instaura tra italiani di nascita e italiani di adozione. “Questo avviene in particolare con i più giovani e gli studenti, soprattutto in zone sensibili come il quartiere della stazione. Quest'ultimo, caratterizzato da numerose case popolari, ha visto negli ultimi anni un forte aumento di residenti di origine straniera. Qui la comunità cinese è la più numerosa, e molti sono i ragazzi cinesi che giocano per le strade con bambini africani o pakistani o sud-americani. Un'integrazione favorita anche da progetti promossi dal comune e da cooperative sociali, dove questi nuovi studenti italiani svolgono numerose attività dallo studio al gioco: lezioni di italiano, dopo-scuola con compiti e attività sportive e ricreative, costruzione in ludoteca e nella piazza principale del quartiere di giochi tradizionali italiani, arabi, africani, cinesi, e altro ancora. Immigrazione diventa così non solo una parola legata al dolore, ma anche allo scambio culturale e umano.”
-Proiezione del documentario ‘U stisso sangu – Storie più a sud di Tunisi, a cura di Nomadica*.
'U stisso sangu non è un film, ma un racconto. Il racconto di come la parola “viaggio” si possa trasformare nel termine “speranza”, e di come la prospettiva di un mondo possa cambiare, a seconda che lo si guardi da una parte o dall’altra del Mediterraneo. “U stisso sangu” racconta il dramma dei migranti che arrivano sulle coste sud orientali della Sicilia, attraverso le loro parole, i loro sguardi, le loro storie. Dallo sbarco ai centri di accoglienza e identificazione, fino all’incertezza, alla paura e all’umiliazione, l’odissea  moderna parte dalla disperazione e dai sogni di uomini e donne, per scontrarsi con la burocrazia e, ancor più grave, con la cultura di un mondo che spesso pare dimenticare che abbiamo tutti “u stisso sangu”. Un essere vivente, una persona, si trasforma così in un “clandestino”: un possibile problema che ha bisogno di normative e di certificazioni, di accertamenti e perquisizioni che non lasciano solo l’inchiostro sulle dita, ma anche un profondo senso di umiliazione. Non c’è più lo stesso sangue, non esiste più la persona. 
*Nomadica è un circuito autonomo per il cinema di ricerca, una struttura dalle molteplici progettualità proiettate verso nuove possibilità di produzione, sostegno e diffusione di autori e artisti che lavorano in modo autonomo. Nomadica nasce per sostenere dei film che per linguaggio, stile, temi trattati, non rientrano nello sterile oligopolio dell'industria cinematografica.
Composto da centinaia di opere di varie nazionalità, suddivise in più processi di ricerca, il circuito è una struttura prismatica che intreccia varie progettualità di sviluppo a spazi, società, paesaggi di senso, sempre differenti. Nomadica è attivo oggi in Italia, Messico, Francia, Uruguay. Per un cinema povero, aperto, soggettivo!
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Sabato 28 aprile ore 18.30:
"Vogliamo tutto - Le lotte a Mirafiori"
Reading per voce, suoni e immagini
di brani tratti dal romanzo di Nanni Balestrini a 40 anni dalla sua prima edizione (Feltrinelli 1971-DeriveApprodi 2004).
A cura del Collettivo TerraNullius - Narrazioni Popolari di Roma
selezione testi e voce Lorenzo Iervolino (TerraNullius)
selezione video Simone Bucri
musiche City Lights
organo elettrico e chitarra Marco De Annuntiis
chitarra elettrica Alessio Righi
Vogliamo tutto è un romanzo che dentro le sue viscere puramente narrative, nasconde (ma fino ad un certo punto) la potenza esplosiva di un saggio liberatoriamente anticapitalista. Un libro che letto oggi, sembra in grado di parlare della politica di Marchionne e degli smantellamenti di Pomigliano e Termini Imerese.
“Noi dedichiamo molto spazio alla ri-presentazione di libri che riteniamo in grado di saper parlare nel tempo. Dalla stessa considerazione nasce anche questo reading, dedicato al romanzo di Nanni Balestrini, “Vogliamo tutto”, che parla delle lotte allo stabilimento fiat di Mirafiori e di chi le ha condotte. Abbiamo voluto sperimentare sul testo l’uso di linguaggi diversi come l’immagine, soprattutto cinematografica, ma anche pubblicitaria e televisiva, nei video scelti da Simone Bucri, o la riproposizione dal vivo delle atmosfere musicali di quegli anni nelle musiche suonate dai City Lights, per enfatizzare un contesto culturale, sociale, politico ma anche di forte immaginario collettivo che nel libro, a nostro parere, rappresentava una fortissima presenza.”
La sperimentazione, del resto, accompagna il libro” Vogliamo tutto” e il suo autore fin dalla prima edizione, del 1971. Vogliamo tutto è infatti il primo testo che parla con la voce di un operaio della Fiat, dato che Balestrini prima della stesura, intervistò Alfonso Natella, un operaio di Mirafiori proveniente dalla provincia di Salerno, e ne registrò le parole.
E’ interamente suddiviso in piccoli paragrafi, che potrebbero essere particelle autonome di un’organizzazione complessa “superiore”, e nell’intero romanzo non compare neanche una virgola. Quasi a testimoniare il bisogno di pretendere tutto, in un blocco testuale unico e inarrestabile.
L'evento si terrà in Casa Cantoniera Autogestita, via Mantova 24.
A seguire cena in BiOsteria con menù anticrisi!

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Sabato 9 giugno: Out of control – Una giornata dedicata alla Street Art
Out of Control
Tutti i partecipanti avranno la possibilità di dipingere e disegnare su pannelli, tele e parete, partecipando così alla creazione della prima mostra estemporanea di Art Lab.


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