martedì 10 maggio 2011

Parma - Riconosciamo Art Lab!

Gli studenti presentano un dossier al CdA


Oggi, 10 maggio, una delegazione di ArtLab si è recata alla riunione preparatoria del CdA chiedendo a gran voce di essere ricevuta ed ascoltata in merito ai progetti che stanno prendendo vita all'interno dello spazio di Borgo Tanzi 26.
Al termine della riunione gli studenti sono stata ricevuti e, con materiale fotografico e un dossier, hanno illustrato sia la situazione dello stabile al loro ingresso, sia i lavori di autorecupero e pulizia che sono stati svolti in questi giorni. Inoltre sono stati esposti i progetti che si intendono avviare.
E' stata fatta menzione della precedente trattativa aperta col Rettore, infatti,quattro mesi fa, è stato egli stesso a proporre tale stabile per i progetti che sono stati presentati. A fronte di una mancata risposta e dei continui rinvii, non più tollerabili, si è deciso di trovare una risoluzione, che pur avendo modalità differenti, ha portato alla stessa conclusione. In merito a tali informazioni ha sorpreso lo sbigottimento degli astanti: gran parte dei membri della commissione non erano a conoscenza di tale situazione.
Essendo stati informati che lo stabile verteva in stato d'abbandono da circa vent'anni, gli studenti hanno deciso di procedere ad una valutazione dell'immobile consultando un team di urbanisti, architetti e geometri che hanno dichiarato l'integrità strutturale dello stabile.
L'intervento in assemblea, oltre che per fini illustrativi ed informativi, è servito ad intavolare una trattativa con l'Università in merito alla situazione di ArtLab.
A fronte della richiesta di riconoscimento ufficiale, da parte dell'Università, della realtà che ArtLab rappresenta, è stata suggerita la costituzione di un'associazione che funga da soggetto giuridico, necessario, con cui l'Ateneo possa interloquire per stabilire una convenzione per l'utilizzo dell'immobile.
Alcuni membri della commissione hanno garantito che non si procederà ad alcuno sgombero utilizzando la forza pubblica. Questa risulta essere una nota estremamente positiva che denota una certa apertura nei confronti di ArtLab e dei suoi progetti.

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ART LAB
Autogestisci Rivendica Trasforma
Borgo Tanzi 26
Assemblea tutti i giorni ore 18

lunedì 9 maggio 2011

Parma - Vivere il comune: un'alternativa sociale ed abitativa

Report dell'assemblea sull'autorecupero di Art Lab


Domenica 8 maggio, all'interno del cortile di Art Lab, si è tenuta un'assemblea pubblica, che ha visto la partecipazione di oltre 60 persone, allo scopo di dialogare e confrontarsi con i diversi ospiti, in merito all'autorecupero dello stabile, sia in senso archietettonico-edilizio, sia in senso sociale-culturale.
Hanno partecipato all'assemblea, come relatori, i rappresentanti di due associazioni che hanno avviato, già da tempo, progetti di questo tipo sul patrimonio pubblico abbandonato: l'associazione Senza Frontiere, titolare del progetto di autorecupero della Casa Cantoniera di Parma, e il collettivo Sottotetto e l'associazione Animali Sociali, impegnate nell'autorecupero di una casa cantoniera di Reggio Emilia (Progetto Casa Bettola).
L'introduzione al dibattito
Art Lab vuole parlare di autorecupero perchè pensiamo che sia necessario pensare e costruire insieme un'alternativa che non puo' essere solo evocata ma ha bisogno di essere agita quotidianamente, partendo dai vari aspetti della vita quotidiana, posta sistematicamente sotto ricatto e quindi precarizzata, all'interno del mondo del lavoro, dello studio, della mobilità, e soprattutto del diritto all'abitare. E' da questo presupposto che nasce la "riconquista" di Art Lab.
Ci piace parlare di "riconquista" e non di occupazione perchè è dentro questa parola che si leggono i significati che stanno alla base della nostra azione: la riconquista di un bene comune, la riconquista della possibilità, seppur parziale, di scegliere una vita migliore, la riconquista di un bene che gli enti pubblici hanno deciso di lasciare al degrado e all'abbandono. Ci riapprpriamo collettivamente di Art Lab prima che qualcun altro, attraverso la speculazione privata e in presenza di un mal governo pubblico, possa appropriarsene per fare profitto, ai danni della collettività, specialmente in un quartiere come l'Oltretorrente, che sta già subendo i tratti più feroci di tale processo (la privatizzazione delle piazze pubbliche, dell'Ospedale Vecchio e della biblioteca Civica).
E' proprio alla domanda "Quale alternativa?" che Art Lab ha deciso di rispondere, assumendosi la responsabilità di aprire uno spazio dopo tanti anni di inutilizzo. Ma la responsabilità non sta tanto nell'atto, quanto nell'idea e nella prassi della costruzione di un'alternativa.
L'alternativa sociale e abitativa che può nascere qui è per noi il Comune: un bene liberato dall'abbandono, dai tagli e dalla dismissione del Pubblico e non assoggettato all'interesse Privato. Riconquistato per essere gestito collettivamente.
Il senso di questa scommessa è insita nel termine "auto-recupero" che non significa "recuperare ciò che è vecchio" bensì creare idee e pratiche nuove. L'autorecupero di Art Lab prevederà una modalità di gestione che riguarda direttamente le persone, senza mediazioni e senza deleghe. Non si agirà solo sulla struttura fisica dello stabile, ma sulle relazioni sociali, sui saperi e sulle conoscenze che verranno messe in comune per trasformare lo status quo.


Katia Torri, associazione Senza Frontiere, ha parlato dell'esperienza della Casa Cantoniera di via Mantova 24. In questo caso, il progetto nasce da un'occupazione, inizialmente a scopo abitativo per 4 famiglie, nel dicembre 2003. Lo stabile aveva appena registrato un cambio di proprietà, dall'Anas alla Provincia di Parma che, al momento dell'occupazione non sapeva neppure di essere la diretta proprietaria. Sintomo di come gli enti pubblici, spesso, gestiscono il proprio patrimonio. A seguito della presentazione del progetto di autorecupero, redatto con l'ausilio di archiettti e associazioni che tutt'ora partecipano alle attività dello spazio sociale, il Progetto Cantoniera ottenne un riconoscimento anche istituzionale, attraverso un contratto di comodato d'uso gratuito di nove anni, rinnovabile per altri nove, a partire dall'aprile 2005. Per la Casa Cantoniera, l'autorecupero è un progetto di vita, inteso come progetto a lungo termine che coinvolge un'intera generazione e quelle successive, ma anche nel senso in cui si generano partecipazione, attività culturali, teatro, assemblee e progetti, dalle macerie di uno spazio che rishiava la morte.


Silvio (collettivo Sottotetto) e l'architetto Chiara Valli (associazione Animali Sociali) hanno raccontato l'esperienza dell'autorecupero della casa cantoniera di Reggio Emilia, iniziato un anno fa, a seguito dell'occupazione e del successivo coinvolgimento di diverse realtà cittadine (i Cobas Scuola, gli architetti, i designer, gli urbanisti dell'associazione Animali Sociali, l'associazioneYa Basta, il Gas ...), attivi nella collaborazione per la gestione di molti progetti: la scuola di italiano per donne migranti, l'orto collettivo, l'atelier dei bambini. Questo ha trasformato il valore economico dello stabile (stimato sui 150-200 mila euro dalla Provincia di Reggio Emilia, proprietaria dello stabile, che ha tentato più volte di venderlo ad asta a privati)  in valore sociale, ben più prezioso, anche se non riconosciuto dalle istituzioni che continuano ad ignorare tale progetto, solo perchè neto da un atto illegale.
Se le istituzioni capissero che dare più fiducia ai propri cittadini, significherebbe una gestione partecipata e collettiva del patrimonio pubblico a costo quasi nullo, attraverso la pratica dell'autorecupero, si avrebbe la possibilità di conservare gran parte degli edifici di valore artistico che oggi versano in stato di abbandono nei centri storici delle nostre città d'arte. E' criminoso lasciar marcire edifici pubblici e non tornare ad utilizzarli in modo collettivo!
Marco (Rete per l'autocostruzione dei pannelli solari) ha raccontato l'esperienza del villaggio ecologico di Granara, autocostruito ad impatto zero sull'ambiente e sulla salute. Anche qesta suggestione rapresenta un importante esempio per ripensare l'autorecupero dello stabile i termini di sostenibilità ambientale e indipendenza energetica.
Lucia (Art Lab) ha posto l'attenzione, invece, sull'importanza di considerare e rispettare, durante il processo di restauro e autorecupero,  i vincoli architettonici, propri di un posto con elevato valore storico e culturale come questo (nonostante le istituzioni lo abbiano trascurato in modo criminoso fino ad ora). Un utile esempio da seguire, potrebbe essere rappresentato da il S.a.L.E. Docks, nato dal'occupazione dei Magazzini del Sale di Venezia. Lo scopo, seguendo i consigli dell'architetto di Reggio Emilia,  sarà dunque di ridurre al minimo i lavori struturali (visto che l'edificio è già in buone condizioni) e di coinvolgere nel restauro specialisti e docenti della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali.
L'assemblea si è conclusa, infine, con l'intervento di un abitante del quartiere, che vive con la compagna e il loro figlio, a pochi metri da Art Lab. Siamo stati piacevolmente accolti con un caloroso benvenuto da parte di entrambi, con l'invito ad organizzare una cena di quartiere per conoscerci meglio e per presentare i nostri progetti. Saremo felici di farlo al più presto!
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The revolt of a generation

Euro-mediterranean happening on Education, Welfare and New political practices

In the last two years we have participated and assisted with extraordinary movements that have fought for a quality education, for labor rights and new welfare against the austerity politics of the European Union. The wild demonstrations, pickets lines and strikes, the university occupations and the turmoil of the Mediterranean signal a generational revolt and the necessity of a new social pact that involves all those subjects that stand up for their rights and refuse to be blackmailed. The huge strikes last autumn in France showed us the possibility of creating an intergenerational alliance, as blockades of production and circulation of goods constitute different aspects of a common struggle. In Rome, as in London, the Book Block was a collective political practice able to speak out about the dismantling of public universities and processes of deskilling.
At the same time, the revolts of Maghreb- Mashrek demonstrate how the construction of a future is tightly bound to both the radical claim for democracy and with the necessity of freedom from the parasitic and corrupt power that commands over our lives, universities, schools and workplaces. The recent revolts and movements have crossed national and European borders as well as the limits imposed on education and mobility by Bologna Process to clash with the failure of a strategy we have always opposed.
The struggles of these months have indicated that the possibility of radical change can only become concrete through the alliance among the different actors of labor and education, through common and transnational practices guided by those whom put their own bodies and knowledge. We hope to give a common meaning to this new space redefined by the conflicts in which the crises opens new possibilities to create an "other" future. It is for this reason that we want to initiate an open debate about the common projects we want to build together, starting in Rome on 12 and 13th May 2011.

Program:

[ Thursday 12th May ]
6 p.m. – Department of Philosophy, Villa Mirafiori

Opening workshop – with:
Mouhamed Ali Oueled Itaief
Student of the “École des beaux-arts” in Tunis
Youad Ben Rejeb
Université Femministe
Trifi Bassem
Forum des jeunes pour la citoyenneté et la créativité (FJCC) Mondher Abidi Union Diplomées Chomeurs
Wissem Sghaier
UGET Union General Etudiant Tunisi
Tim
Uncut UK
Maham Hashni
SOAS
Mark Bergfeld
Education Activist Network
Rita Maestre Fernandez
Juventud sin futuro
Annalisa Cannito
AgMigrationUndAntirassismus
Tatiana Kai- Browne
Plattform Geschichtspolitik

7 p.m.
Aperitive – Global video session #1
Contributions from education revolt – Book Bloc videos and photos


[ Friday 13th May ]
10 a.m. – Department of Political Science, University “La Sapienza”
Conflictual knowledge: from Europe to Mediterranean area

3 p.m. – Department of Literature, University “La Sapienza”
Education, Welfare and Precariousness

5 p.m. - Department of Literature, University “La Sapienza”
Labour, income and democracy against the crisis
With Fiom’ general secretary Maurizio Landini and members of tunisian General Union UGTT.
8 p.m. - ESC (via dei Volsci, 159)
Global video session #2
Contributions and interviews from Maghreb – Mashrek’ revolts
follow live-streaming on: www.unicommon.org
--[Italian version]--

La rivolta di una generazione.
Happening Euro-Mediterraneo su Formazione, Welfare e Nuove Pratiche Politiche
Negli ultimi due anni abbiamo partecipato e assistito a straordinari movimenti che si sono battuti per un'educazione di qualità, per i diritti sul lavoro e un nuovo welfare contro le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea. Le manifestazioni selvagge, i picchetti e gli scioperi, le occupazioni delle università e i tumulti del Mediterraneo ci parlano di una rivolta generazionale e della necessità di un nuovo patto sociale che coinvolga tutti quei soggetti che difendono i loro diritti e respingono il ricatto. I grandi scioperi dello scorso autunno in Francia ci hanno mostrato come sia possibile dare corpo ad un'alleanza intergenerazionale, dove il blocco della produzione e della circolazione costituiscano le differenti pratiche di una lotta comune.

A Roma come a Londra, il Book Bloc è stata una pratica politica collettiva capace di parlare della dismissione dell’università pubblica e dei processi di dequalificazione. Al contempo, le rivolte dal Maghreb - Mashrek dimostrano come la costruzione di un futuro sia legata a doppio filo con la radicale richiesta di democrazia, con la necessità di liberarsi di quel potere parassitario e corrotto che comanda sulle nostre vite, nelle università, nelle scuole e sul lavoro.
Le rivolte e i movimenti recenti hanno travalicato le frontiere nazionali e dell’Europa e, nello stesso tempo, anche i confini imposti dal processo di Bologna alla formazione e alla mobilità si sono scontrati con il fallimento di una strategia che da sempre abbiamo contestato.

Le lotte di questi mesi ci hanno indicato come la possibilità di un cambiamento radicale diventi concreta solo attraverso l’alleanza tra le varie figure lavorative e della formazione, attraverso pratiche comuni e transnazionali agite da chi mette in gioco il proprio corpo e la propria intelligenza. La tensione con cui vorremmo incontrarci è quella di dare significato comune a questo nuovo spazio ridefinito dai conflitti dove la crisi apre nuove possibilità per poter costruire un “altro” futuro. Proprio per questo vogliamo partire da un confronto serrato su progetti comuni da costruire insieme, e vogliamo iniziare a farlo a Roma il 12 e 13 Maggio 2011.

Programma

[ Giovedì 12 Maggio ]
ore 16,30 - Facoltà di Filosofia, Villa Mirafiori

Apertura del seminario con
Mouhamed Ali Oueled Itaief
Studente della Scuola di Belle Arti di Tunisi
Youad Ben Rejeb
Université Femministe
Trifi Bassem
Forum des jeunes pour la citoyenneté et la créativité (FJCC)
Mondher Abidi
Union Diplomées Chomeurs
Wissem Sghaier
UGET Union General Etudiant Tunisi
Tim
Uncut UK
Maham Hashni
SOAS
Mark Bergfeld
Education Activist Network
Rita Maestre Fernandez
Juventud sin futuro
Annalisa Cannito
AgMigrationUndAntirassismus
Tatiana Kai- Browne
Plattform Geschichtspolitik ore 19.00
Aperitivo – Global video session #1
Contributi dalle rivolte della formazione – Book Bloc video e foto



[ Venerdi` 13 Maggio ]

ore 10.00 - Facoltà di Scienze Politiche, LaSapienza
Saperi in conflitto dall`Europa al Mediterraneo
ore 15.00 - Facoltà di Lettere, LaSapienza
Formazione, Welfare e Precarietà
ore 17.00 - Facoltà di Lettere, LaSapienza
Lavoro, reddito e democrazia contro la crisi
Parteciperanno il segretario generale Fiom Maurizio Landini e un esponente del Sindacato Generale Tunisino UGTT.ore 20.00 - ESC (via dei Volsci, 159)
Global video session #2
Contributi e interviste dalle rivolte del Maghreb - Mashrek

Diretta streaming: www.unicommon.org

Ascolta lo spot audio
--[ French version ]--

La révolte d’une génération.
Happening Euro-Méditerranéen sur Formation, Welfare et Nouvelles pratiques politiques

Programme

[ Jeudi 12 Mai ]
Heures 16,30 - Faculté de Philosophie, Villa Mirafiori

Séance d’ouverture du séminaire avec
Mouhamed Ali Oueled Itaief
Étudiant de l’École des beaux-arts de  Tunis
Youad Ben Rejeb
Université Féministe
Trifi Bassem
Forum des jeunes pour la citoyenneté et la créativité (FJCC)
Mondher Abidi
Union Diplômes Chômeurs
Wissem Sghaier
UGET Union Générale des Étudiants, Tunis
Tim
Uncut U
Maham Hashni
SOAS
Mark Bergfeld
Education Activist Network
Rita Maestre Fernandez
Juventud sin futuro
Annalisa Cannito
AgMigrationUndAntirassismus
Tatiana Kai- Browne
Plattform Geschichtspolitik
Heures 19.00
Apéritif – Global video session #1
Contributions des révoltes de la formation – Book Bloc Vidéos et Photos


[ Vendredi` 13 Mai ]

Heures 10.00 - Faculté de Sciences Politiques, La Sapienza
Savoirs en conflit de l`Europe à la Méditerranée

Heures 15.00 - Faculté des Lettres, La Sapienza
Formation, Welfare et Précarité
Heures 17.00 - Faculté des Lettres, La Sapienza
Travail, revenu et démocratie contre la crise
Participeront le secrétaire  général de la  Fiom  (métallos) Maurizio Landini et un représentant di Syndicat Général Tunisien UGTT.Heures 20.00 - ESC (via dei Volsci, 159)
Global video session #2
Contributions et interview au sujet des révoltes du Maghreb - Mashrek

En direct streaming: www.unicommon.org
--[Arab version]--
‎ثورة جيل
‎لقاء عن التكوين و... وممارسات سياسية جديدة
‎برنمج
‎(يوم الخاميس ١٢ أيار )
‎الساعة الرابعة ونصف – كلية الفلسفة ، فيلا ميرافيوري
‎افتتاح الندوة مع:
‎محمد علي ولد الطائف – طالب في كلية الفنون جامعة تونس العاصمة
‎إواد بن راجب – الجامعة النسائئة
‎طريفي بسام – منتدى الشباب للمواطنة والإبداع
‎منزر عبيدي – اتحاد البطلة الحاملين بشهادات عليى
‎وسام صغير – اتحاد الطلبة التونسية العامة
Uncut - تيم
Soas مهام حشني –
‎مارك برغفيلد – شبكة النشاط للتعليم
Juventud sin futuro ريتا مايستري فرنانديس –
agMigration Und antirassismusآناليزا كانيطو –
‎الساعة السابعة
Global session 1 وجبة خفيفة وفيديوات
Book bloc  مساهمات من  ثورات التعليم 
‎يوم الجمعة
‎الساعة العاشرة ١٣ أيار ، كلية العلوم السياسية ، لا سابيينزا
‎علوم في تخاصم من أوروبا إلى البحر المتوسط
‎الساعة الثالثة ، كلية الآداب، لا سابيينزا
‎تكوين، رعاية اجتماعية وعدم ثبات العمل
‎الساعة الخانسة، كلية الآداب ، لا سابيينزا
‎عمل، دخل الفرد وديمقراطية ضد الأزمة
‎ماوريزيو لانديني – الأمين العام للفيوم وعضو من النقابة العامة التونسية
‎  شاريع فولشي ١٥٩Esc  الساعة الثانية وعشر
‎  مساهمات ومقابلات من الثورات المغربية والمشرقيةGlobal session 2 فيديوات

domenica 8 maggio 2011

Parma - Art Lab e l'Oltretorrente

Diario di bordo: il secondo giorno di occupazione


Da quando il palazzo triste e fatiscente di Borgo Tanzi 26 si è trasformato in Art Lab, tante cose sono cambiate. Gli spazi colmi di rifiuti e escrementi di piccioni sono stati puliti e resi attraversabili, sono sorte zone comuni in cui fare assemblee, cene e video proiezioni, il signor Tronchi, nostro nuovo coinquilino, ha trovato tanti amici e amiche che lo aiutano nei lavoretti, gli fanno compagnia e ascoltano le sue fantastiche storie, ricche di aneddoti e racconti sulla città. Ma, soprattutto, c'è stato un continuo flusso di persone che hanno visitato lo stabile e hanno contribuito alla sua trasformazione, producendo, di fatto, un cambiamento del rapporto tra gli studenti e gli abitanti del quartiere che da sempre ospita l'università, le biblioteche e i luoghi che maggiormente siamo abituati ad attraversare nel post studio, tra bar, cinema e portici di via d'Azeglio.
Gli studenti vengono spesso dipinti come un'entità di disturbo alla quiete cittadina, quasi fossero un corpo estraneo, non appartenenti alla città e al tempo stesso portatori di disagio e disturbo bivaccando , bevendo e mangiando kebab.
Siamo stati piacevolmente sorpresi e colpiti dalla gioia e la generosità con cui il quartiere ci ha accolti: noente sguardi torvi ma gente pronta a incontrarci, conoscerci ed, ognuno secondo le proprie possibilità, ad aiutarci.
Per questo ci sentiamo in dovere di ringraziare il quartiere Oltretorrente e i suoi abitanti: i cittadini parmigiani "doc" da diverse generazioni, i cittadini migrati da altre parti del mondo e gli sudenti universitari fuori sede che trovano casa qui, tra via d'Azeglio e l'univesità. Ci siamo sentiti accolti a braccia aperte perchè gli abitanti di questo quartiere hanno conservato un modo di vivere genuino e popolare, forse dato dal fatto che vivono i nostri stessi problemi: il caro affitti, la speculazione edilizia, la privatizzazione degli spazi pubblici, i divieti e le ordinanze comunali che limitano le libertà individuali, le ronde di esercito e polizia che sottopongono studenti e soprattutto migranti a continui e pretestuosi controlli, l'inaccessibilità alla cultura a causa dei prezzi elevati di cinema e teatro, l'insufficienza e l'inadeguatezza dei mezzi pubblici, nonostante l'aumento spropositato del prezzo dei biglietti e degli abbonamenti.
Il sindaco pare non essere contento della nostra iniziativa, ma a noi basta e avanza l'approvazione di chi ci ha conosciuto e continua ad attraversare ARTLAB, confermata dalla raccolta firme in atto.
Un grazie di tutto cuore a tutti per quest'accoglienza e per il sostegno

sabato 7 maggio 2011

Art Lab è il desiderio che diventa realtà

Diario di bordo: primo giorno di occupazione di Art Lab



Domenica 8 maggio ore 18.00
Assemblea pubblica
VIVERE IL COMUNE: UN'ALTERNATIVA SOCIALE E ABITATIVA
Presentazione di due esempi di autorecupero di patrimonio pubblico a Parma e Reggio Emilia

Art Lab è un progetto ambizioso, nato dagli studenti medi e universitari che durante lo sciopero generale, hanno deciso di ridar vita ad un palazzo sito in Borgo Tanzi 26, di proprietà dell'Università di Parma. Uno spazio da proporre alla cittadinanza, un progetto di autorecupero dello stabile, di elaborazione di forme di sottrazione allo sfruttamento lavorativo e alla precarietà: aule studio aperte tutto il giorno, percorsi di autoformazione, attraverso il coinvolgimento di docenti e ricercatori, laboratori artistici e culturali per promuovere una libera circolazione dei saperi.
Lo spazio in questione è dismesso da tempo. Gli abitanti del quartiere raccontano che il palazzo è vuoto, lasciato a se stesso e al degrado da ben venti anni, fatta eccezione per una singola unità abitativa.
Con ogni probabilità l'università accamperà come pretesto per lo sgombero l'inagibilità della struttura, cadendo così in una palese contraddizione: all'interno abita da anni il signor Tronchi, titolare di un regolare contratto d'affitto, in cui il locatore risulta essere l'UNIVERSITA' DI PARMA. In data 1 febbraio 2011, lo stesso Rettore, inoltre, aveva intavolato con noi una trattativa, lasciata poi cadere nel dimenticatoio, per la concessione di uno spazio all'interno del medesimo stabile.
La struttura sicuramente non versa nella migliore delle condizioni e, poiché non siamo del tutto incoscienti, abbiamo preso contatti con architetti e urbanisti dell'associazione Animali Sociali di Reggio Emilia, che faranno una perizia dello stabile e parteciperanno domenica pomeriggio all'assemblea “VIVERE IL COMUNE: UN'ALTERNATIVA SOCIALE E ABITATIVA”.
A seguito della valutazione dell'immobile, verrà decisa la priorità e la modalità degli interventi di autorecupero da effettuare.
Negli anni abbiamo subito una politica fallimentare, pubblica o privata che fosse, che ha portato al degrado e all'abbandono di stabili, rappresentanti la storia della città, con valenza non solo abitativa, ma sopratutto artistica.
Riteniamo, inoltre, che non sia tollerabile che beni appartenenti alla città diventino appannaggio di privati, il cui unico fine è rappresentato dalla speculazione selvaggia. La cittadinanza sembra assumere questa problematicità: negli anni, infatti, sono nati comitati in difesa di palazzi e spazi storici, come piazza Ghiaia, l'Ospeale Vecchio e tanti altri, che sono, o rischiano di finire, in mano a privati senza scrupoli e sensibilità per il loro valore.
Dimostrazione della sensibilità della cittadinanza sull'argomento è stata la serie di assensi che abbiamo raccolto: intervistando il vicinato abbiamo riscontrato appoggio e approvazione per la nostra iniziativa, a sostegno della quale abbiamo già raccolto diverse firme.
Riteniamo essenziale la collaborazione di tutti per la costruzione della nostra alternativa, per questo invitiamo l'intera cittadinanza a partecipare all'assemblea.

E' nato Art Lab

Gli studenti occupano uno spazio abbandonato da anni dall'Università di Parma


Si scrive sciopero, si urla democrazia.
Questo è stato lo slogan che abbiamo usato per lo sciopero generale, lo abbiamo scelto perchè sintetizza tutto ciò che per noi questa giornata rappresenta.
Una voce solitaria è flebile e ignorabile, ma migliaia di voci che si uniscono in un coro e gridano la propria rabbia, la propria indignazione, le proprie necessità e i propri desideri non possono restare inascoltate.
Il 6 maggio non rappresenta un punto di arrivo. E' solamente un nuovo punto zero, da cui ripartire ricchi delle lotte del passato, ma soprattutto forti dell'apertura di un varco per il nostro presente e il nostro futuro. Un'occasione che non può e non deve essere regalata a nessuno. Che sappia far emergere con vigore le istanze sostenute da tutte quelle fasce colpite da decenni di politiche di asservimento alle logiche del profitto e della mercificazione, che hanno aperto uno squarcio nel tessuto sociale, impiantando in esso il seme della diguguaglianza, della frammentazione e dell'isolamento.
Abbiamo capito di non essere più autosufficienti, che questa crisi sistemica colpisce tutta la società, quindi la vera risposta forte che si può dare è unirsi e cercare di combatterla. Per questo motivo oggi siamo scesi in piazza tutti insieme: studenti, precari, non garantiti, operai, comitati che difendono i beni comuni e ambientali, tutti coloro che sono stanchi di essere vittime di questo sistema e hanno deciso di diventare parte attiva, intraprendendo un cammino che porti ad un cambiamento.
Lo sciopero precario deve intervenire sullo spazio e non solo sui tempi, laddove decenni di speculazione sulla nostra pelle hanno eroso sistematicamente i nostri diritti e la nostra dignità. In cui la gestione pubblica si è resa complice, alla stregua del privato, della sottrazione messa in atto a spese della possibilità di accesso collettiva ad un'esistenza dignitosa.
Ci hanno lasciato un'eredità fatta di precarietà. Precarietà per noi studenti che, non solo vediamo sgretolarsi il nostro diritto allo studio, ma siamo costretti ad alimentare il mercato del lavoro part-time e sommerso per riuscire a pagare un affitto sporpositato e sopravvivere. Precarietà per gli operai, che vengono costretti a rinunciare a dei diritti conquistati negli anni con il più bieco dei ricatti. Precarietà dei migranti, che vedono sfumare qualsiasi possibilità di un futuro migliore.
Ci hanno lasciato un'eredità fatta di debiti e cambiali ottenuti defraudando ogni aspetto della nostra vita e della natura solo per garantire la sopravvivenza ad un sistema sull'orlo del collasso.
Quest'eredità non ci piace e, tanto meno, ci soddisfa, quindi sta a noi cambiarla, sta a noi creare un'alternativa che parta dal basso, che riconquisti terreno in termini di diritti e democrazia, che parli di rivoluzione, intesa come trasformazione. Un'alternativa capace di creare uno spazio comune e condiviso, che ponga alo centro della propria attenzione il conflitto sociale e la democrazia.
Siamo scesi in piazza perchè non accettiamo di essere vittime, di farci condizionare dalle regole di un gioco che mortifica le possibilità democratiche, consapevoli che l'unica via d'uscita concreta sia il cambiamento: non si parla di grandi azioni, si tratta di cominciare da quello che ci circonda, dai nostri desideri, che spesso di traducono direttamente in bisogni.
Proprio cominciando da noi stessi abbiamo trovato una soluzione alternativa che rispondesse alle nostre necessità e ai nostri desideri: ci siamo riappropriati di uno spazio che l'università ha dismesso da tempo, uno spazio vuoto lasciato a se stesso e al degrado.
Ci riappropriamo di uno spazio con l'obiettivo di renderlo spazio di condivisione di esperienze, confronto collettivo e sedimentazione di pratiche e prospettive per la costruzione di alternativa. Frammento di cooperazione sociale in cui i saperi circolano liberamente, una pratica non brevettabile e costitutivamente contraria a ogni copyright. In cui sia possibile sottrarsi alle forme di ricatto sociale e lavorativo, creando progetti di autorecupero e di autoreddito, mediante i quali la dimensione lavorativa si possa congiungere con una declinazione delle proprie aspirazioni.
Abbiamo deciso di dare vita ad ART LAB, uno spazio che sia al tempo stesso esperimento di pratica di un' alternativa concreta e ridefinizione delle nostre soggettività, un percorso di autodeterminazione che ci ponga al di fuori dell'identità di meri consumatori, riconquistando il nostro diritto ad essere amministratori consapevoli ed informati del bene comune, trasformando le fabbriche della paura in fabbriche della dignità! Un posto dove sperimentare una nuova concezione di società, di democrazia, di condivisione.
ART LAB sarà un luogo sicuramente vissuto dagli studenti ma che speriamo si arricchisca anche di realtà differenti. Siamo convinti che la diversità sia fonte di ricchezza, che dal confronto nasca la crescita, per questo invitiamo tutta la cittadinanza ad attraversare questo spazio, per costruire insieme un'alternativa.